5 film da non perdere alla Mostra di Venezia
La Mostra del Cinema di Venezia (2-12 settembre) accenderà i riflettori su alcuni dei film più attesi dell'anno. Da 'Ink' di Danny Boyle a 'Primetime' con Robert Pattinson, ecco cinque pellicole che meritano di essere seguite e che domineranno le conversazioni sugli Oscar nei prossimi mesi.
La Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia è il primo grande appuntamento che segna l'inizio della stagione dei premi cinematografici. Con le proiezioni in programma dal 2 al 12 settembre sulla laguna veneta, il festival presenta una selezione straordinaria di film destinati a riempire i cinema nei mesi successivi. Anche per chi non è un appassionato di previsioni sugli Oscar, vale la pena tenere d'occhio le nuove produzioni in anteprima mondiale, con registi del calibro di Danny Boyle, Martin McDonagh, Maggie Gyllenhaal, Lee Chang-dong e altri maestri del cinema contemporaneo.
Ecco cinque film che rappresentano i titoli più rilevanti da seguire questa edizione della Mostra.
1. Ink (regia di Danny Boyle)
Danny Boyle affronta un capitolo decisivo della storia recente nel nuovo film Ink, che ripercorre l'acquisizione di The Sun, il più grande giornale britannico, da parte di Rupert Murdoch nel 1968. Il film ricostruisce l'impatto del magnate dei media sulla politica e sulla società occidentale degli ultimi decenni attraverso una narrazione affascinante e critica.
Guy Pearce interpreta l'imprenditore australiano Murdoch, mentre Jack O'Connell — considerato uno dei candidati di spicco per il ruolo di James Bond — veste i panni di Larry Lamb, l'uomo scelto da Murdoch come direttore del giornale. La sceneggiatura è un adattamento dello stesso James Graham della sua opera teatrale, trasformata in un dramma storico che promette di fare più scalpore del precedente lavoro di Boyle, il film su Steve Jobs.
2. Bucking Fastard (regia di Werner Herzog)
Werner Herzog torna alla Biennale di Venezia con la sua caratteristica miscela di umorismo, riflessione filosofica e una visione estetica del tutto personale. In Bucking Fastard, le sorelle Kate Mara e Rooney Mara interpretano due gemelle che parlano all'unisono e condividono persino i medesimi sogni.
Una di queste fantasie condivise riguarda Orlando Bloom, un'ossessione che si trasforma in un'avventura incontrollabile che le porta fino a un'aula di tribunale. Sebbene il film sia stato scartato dalla selezione ufficiale di Cannes, rappresenta uno dei titoli più competitivi in lizza per il Leone d'Oro a Venezia. L'eccentricità e il talento di Herzog promettono una pellicola memorabile e provocatoria.
3. Everest: The Other Side (regia di Elizabeth Chai Vasarhelyi, Jimmy Chin)
I registi di Free Solo, Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin, preparano i ramponi e i piccozzi per un nuovo straordinario viaggio verso la vetta del mondo. Questo documentario realizza per gli alpinisti ciò che Fire of Love ha fatto per i vulcanologi: racconta una storia d'amore che si svolge in condizioni estreme.
Il film segue Jim Morrison — non il leggendario cantante dei Doors — e Hilaree Nelson mentre si innamorano e condividono un sogno ambizioso: scalare la parete nord dell'Everest e scendere sciando dall'altro versante. Un'impresa che comporta una discesa di 12.000 piedi. Chin ha descritto questa sfida come "l'equivalente dello sci rispetto al free-solo". Una pellicola che farà accelerare i battiti cardiaci dello spettatore.
4. Wild Horse Nine (regia di Martin McDonagh)
Martín McDonagh riporta la sua visione eccentrica della vita — passando da Bruges e dall'isola di Inisherin fino all'isola di Pasqua — con un nuovo capolavoro intitolato Wild Horse Nine. Il film accoppia Sam Rockwell e John Malkovich nel ruolo di due agenti della CIA inviati sull'isola cilena nel 1973 per discussioni ironiche, battute acide e intrighi geopolitici.
McDonagh possiede una padronanza Beckettiana di questi film di meditazione esistenziale dove il "hangout" narrativo diventa lo spazio centrale dell'opera. La pellicola vede anche la partecipazione di Tom Waits, Parker Posey e Steve Buscemi, un cast che garantisce di alimentare ulteriormente le voci intorno ai prossimi premi cinematografici.
5. Primetime (regia di Lance Oppenheim)
Robert Pattinson continua il suo dominio del dibattito culturale con Primetime, che lo vede interpretare Chris Hansen, il famoso giornalista investigativo che nel 2006 tentò di fare storia televisiva intrappolando pedofili durante un segmento dello show Dateline di NBC.
Sotto la regia di Lance Oppenheim, il film si addentra in territori scomodi e moralmente complessi. La pellicola genera già dibattito: Hansen stesso ha rivolto critiche sia al film che alla performance di Pattinson, il che la rende ancora più imprescindibile per chiunque desideri comprendere il cinema contemporaneo e le sue rappresentazioni della verità giornalistica.
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